Giornate europee del patrimonio 2017

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 “Museo Ugo Guidi”

 "Amici del Museo Ugo Guidi - Onlus"

presentano per le

GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO 2017

del MiBACT – Ministero Beni e Attività Culturali

col patrocinio del

Consiglio d’Europa Ufficio di Venezia

  VIII Edizione

Domenica 24 settembre ore 17- Via Civitali 33

Forte dei Marmi

Introduzione del critico d’arte Lodovico Gierut

Vittorio Guidi Museo Ugo Guidi e Lodovico Gierut Critico darteIl Museo Ugo Guidi - MUG e gli Amici del Museo Ugo Guidi Onlus presentano con la 132a mostra in 10 anni di attività espositiva la VIII edizione della Mostra “ La Collezione del Museo Ugo Guidi – Selezione di testimonianze di esposizioni al MUG”, comprendente sculture, dipinti, fotografie, poesie, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2017 indette dal Ministero dei Beni Culturali e col patrocinio del Consiglio d’Europa, Ufficio di Venezia. Visibili al seguente indirizzo http://www.coe.int/en/web/venice/coming-events.

Non potendo essere esposte tutte le opere donate al museo da quest’anno verrà presentata una parte per motivi di spazio anche se vengono riportati tutti gli artisti presenti nella collezione. La mostra sarà inaugurata domenica 24 settembre alle ore 17 ma su appuntamento sarà possibile visitarla in anteprima sabato 23 settembre. La mostra su prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sarà visitabile fino alla fine di novembre 2017.

Le opere appartenenti alla collezione sono dei seguenti artisti: Ernesto Treccani - Paolo Pratali & Akio Takemoto - Miguel Ausili - Stefano Paolicchi - Battista Antonioli - Monica Michelotti - Michele Peri - Pippo Altomare - Graziano Guiso - Laura Viliani - Roberto Tigelli - Antonino Bove - Oronzo Ricci e Vittoria Romei  - Carlo Volpi - Serena Pruno - Arturo Puliti - Sandro Borghesi - Luigi Mormorelli -  Francesco Siani - Elisa Corsini - Renato Carozzi – Glauco Di Sacco – Renato Santini – Elena Zanellato - Mariano Domenici – Giorgio Michetti - Luciano Pera – Enzo Tinarelli – Clelia Cortemiglia - Serale Liceo Artistico Carrara - Liceo Passaglia Lucca – Flavio Bartolozzi – Maria Corte – Julio Silva – Fabio Maestrelli - Tatiana Lawresz – Mario Carchini (Cobàs) – Lucilla Gattini – Simona Bertocchi – Maura Jasoni – Stefano Graziano – Maria Rita Vita – Giuseppe Menozzi – Cate Maggia – Gabrio Ciampalini – Giuseppe Bianco – Giulio Ciniglia – Antonio Barberi – Chirin Malla – Tatiana Paoli - Ilaria Bonuccelli - Alberto Pistoresi - Armando Xhomo – Matteo Faben - Mauro Griotti – Davide Foschi – Mario Tamberi – Enzo Marco – Vezio Moriconi – Mario Colzi – Marcello Bertini – Marco Gondoli – Alba Gonzales – Maria Conserva – Antonio Giovanni Mellone – Rita Paola – Alessandro Giorgi – Giuseppe Bertolozzi e Clara Tesi – Aleandro Roncarà – Francesco Di Traglia – Renata Ferrari - Francesco Cremoni – Silvia Percussi – Michele Monfroni – Anna Cecchetti – Marta Gierut – Achille Pardini – Giacomo Mozzi – Tito Mucci – Sergio Suffredini - Roberto Giacchino – Annamaria Maremmi – Marzio Cialdi - Sarah Atzeni - Silvana Mellacina- Alfio Bichi - Franz T. Sartori – Agostino Cancogni – Elisa Donetti - Domenico Monteforte - Stefano Carlo Vecoli - Nera Simi - Joanna Brzescinska - Carmine Galiè – Nicola Rummo – Gerda Hegedus – Angelo Mugnaini - Nicolò Fortunato Ricciardi - Vittorio Simonini - Clara Mallegni - Marcello Scarselli.

Il MUG ha il sostegno della Fondazione Alimondo Ciampi onlus, del Logos Hotel, della Banca CC Versilia, Lunigiana e Garfagnana, di Italia Nostra sez. Massa-Montignoso, Mosaici Favret di Pietrasanta.

Con l’adesione del Comune di Forte dei Marmi, dell’Unione Europea, dell’International Council Of Museums, Regione Toscana, Toscana Musei, Toscana ‘900 – Musei e Percorsi d’Arte, Piccoli Grandi Musei, Edumusei, Provincia di Lucca, Sistema Museale della Provincia di Lucca, Istituto Confucio della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, APT Versilia, Fondazione R. Del Bianco.
Memoria fotografica: Antonio Raffaelli, presidente Ass. Versiliese Audiovisivi Didattici.

Partner: Art Institute of Nanjing University Nanchino (Cina), Villa Finaly Firenze Chancellerie des Universités de Paris - La Sorbonne, Associazione Open ART, Ente Ville Versiliesi, Città Infinite, Historiavbc, MIIT Museo Internazionale Italia Arte Torino, Toscana ‘900 – Musei e Percorsi d’Arte, Club Unesco “Carrara dei Marmi”, Associazione Ponte degli Artisti Milano, Associazione Internazionale ArtePozzo, Associazione Culturale Gli Otto Venti Pistoia, Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut, Acomus International.

Partner Ufficiale: La Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi con lo “Spazio Museo Ugo Guidi / MUG Space”. http://www.lacapanninadifranceschi.com/


Media Partner: QN LA NAZIONE, Arte33 Versilia, Just Beautiful, Forte 100 Rivista, Italia Italy, Arte in Toscana, BestVersilia.com, Culturadelmarmo.it, LifeBeyondTourism, Inpuntadipennablog.it, Acculturarsi.blogspot.it, Agendaeventi.com, La Parentesi della Scrittura.

Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

         www.ugoguidi.it

         348 3020538 -347 3481300 

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Investire in arte: 10 buoni consigli per non sbagliare

Investire in arte

Investire in arte è una forma molto redditizia per far fruttare una parte dei propri risparmi. È vero che ci sono diversi livelli di volatilità, ma le performance non sono affatto da scartare. Per l’arte contemporanea per esempio, si possono raggiungere anche picchi del 50%. Restando con i piedi per terra, studi più o meno recenti indicano un rendimento medio annuo che va dal 14% al 17%. Con questi numeri non è difficile capire come mai in molti si stanno lanciando su questo mercato per diversificare il proprio portfolio investimenti.
Il problema è che come è vero che si possono ottenere bei guadagni, è altrettanto vero ed è molto più facile fare acquisti sbagliati e ritrovarsi dopo qualche anno con qualcosa che praticamente non ha più alcun valore. Questo succede soprattutto quando si passa all’azione senza una reale conoscenza del vasto universo dell’arte, un mondo affascinante ma che per quanto riguarda il mercato è guidato da ben poche regole certe e verificabili.
Probabilmente anche tu vuoi diversificare il tuo portfolio investimenti e puntare su un dipinto, una scultura o una fotografia ma hai paura di compiere un errore. Eccoti allora dieci consigli che ti aiuteranno a scegliere un artista le cui quotazioni potrebbero rivalutarsi nel corso degli anni. Devo partire innanzitutto da una breve ma fondamentale premessa indispensabile per contenere il più possibile le polemiche che ogni volta si scatenano quando si parla di questo argomento.
Ti dico inoltre fin da subito che in un solo articolo non potrò esaurire l’argomento, sul quale per altro si sono già consumate le penne di decine di giornalisti, critici o addetti ai lavori. Scriverò comunque presto altri post legati a quello che stai per leggere. Ma ora partiamo.


L’arte è una cosa, il mercato un’altra


Proprio così, arte e mercato sono due entità differenti e separate anche se strettamente legate e connesse fra loro. È come parlare di uno sport, il calcio per esempio, ma di due partite differenti che si giocano su due campi differenti per due competizioni differenti. Se valutiamo il valore artistico di un’opera, lo stile di un artista e la sua importanza culturale, stiamo giocando una partita, se analizziamo il valore economico di un dipinto o di una scultura, ne stiamo giocando un’altra.
Questo vuol dire che arte e mercato non si incontrano mai? No, a volte si incontrano anche, ma nella maggior parte dei casi c’è un forte sfasamento e il mercato si comporta un po’ come un cavallo impazzito: corre avanti rispetto a certi artisti mentre ne lascia indietro altri e questo comportamento fa arrabbiare tanti nostalgici amanti della vecchia buona e bella arte.
Facciamo qualche esempio per essere più chiari. Chi sono gli artisti che più di tutti negli ultimi anni sono stati bersaglio di aspre critiche e fulcro di polemiche sistematiche (spesso anche consciamente cercate)? Sicuramente i nomi principali, per citare i più famosi, sono Damien Hirst e Jeff Koons. Il primo è stato forse un precursore nell’aver utilizzato (consapevolmente e con una strategia precisa) ciò che si chiama personal branding nel mondo dell’arte. Il secondo detiene il record per l’opera di un artista vivente più pagata in asta (58 milioni di $).
Può un cagnolone gigante, metallizzato, consapevolmente kitsch, costare più di un’opera di Gerhard Richter, per citare un altro artista vivente, o di Salvador Dalì e di Lucio Fontana, per citare due nomi di artisti storicizzati? Ebbene sì, può, sempre per lo stesso motivo: l’arte è una cosa, il mercato un’altra. Lo ripeto nuovamente perché deve entrare bene in testa a chi si vuole avvicinare a questo mondo senza trovarsi di fronte a brutte sorprese. Il mercato ha delle regole proprie e si muove secondo principi propri che a volte non hanno nulla a che vedere con quelli della storia dell’arte.
Quindi se ci si avvicina all’arte con l’intenzione di fare un investimento sono le regole del mercato che bisognerebbe cercare di capire e seguire, non la piacevolezza dell’opera tanto meno il proprio gusto personale. Ovviamente fra i tanti possibili investimenti si può scegliere l’artista che più tocca le nostre corde, ma, come ho già scritto in un precedente post, se si compra sperando in una futura rivalutazione dell’opera non bisognerebbe mai farsi guidare dall’emozione: godere l’arte con il cuore ma comprarla con la testa.


Come investire in arte: 10 consigli per scegliere l’opera giusta


Veniamo finalmente al succo di questo post. Se ti stai avvicinando al mondo dell’arte con l’intenzione di fare un buon investimento eccoti 10 domande che faresti bene a porti quando ti trovi davanti a un’opera che ti affascina prima di decidere di tirar fuori il tuo libretto degli assegni e sperare di aver sotto il braccio un dipinto che in futuro si rivaluterà. Cominciamo:


Qual è la galleria o il mercante che segue e gestisce il suo lavoro?


Eh si, la prima domanda non ha nulla a che vedere né con l’artista tanto meno che con la sua arte. Ti sembra strano? Ti ricordo che stiamo parlando di mercato e il mercato lo fa il gallerista, non l’artista. Come esistono avvocati più potenti e influenti degli altri, politici più potenti e influenti degli altri, blogger, giornalisti, imprenditori, ecc. più potenti e influenti degli altri, così nel mondo dell’arte ci sono galleristi più potenti e influenti degli altri. Sono loro che, insieme ad altri personaggi, muovono le reti del sistema e a volte sono così famosi da diventare brand più importanti degli stessi artisti che gestiscono: Larry Gagosian, David Zwirner, Iwan Wirth per citarne qualcuno.
Stando con i piedi per terra, senza andare a scomodare certe vette, anche a livelli inferiori ci sono galleristi che fanno bene il proprio lavoro e altri che lo fanno meno bene. Dietro alle alte quotazioni di un artista, si nasconde un lungo e dispendioso lavoro, sia a livello di tempo che a livello di denaro. Non tutti sono in grado o hanno le capacità, le conoscenze e i contatti (fattore essenziale per avere successo in questo mondo) per portarlo a termine. Ricordatevi che dietro agli impressionisti c’era Paul Durand Ruel e dietro a Picasso e Cézanne c’era un grande mercante come Ambroise Vollard. Quindi insieme all’artista, e in alcuni casi ancor prima dell’artista, scegliete il mercante giusto. In Italia le gallerie più forti sono Massimo De Carlo, Giò Marconi, Lia Rumma, Massimo Minini, Franco Noero per citarne solo alcune. Ci sono poi tantissime altre gallerie meno forti ma che fanno un ottimo lavoro e vendono artisti interessanti.


In quali mostre o musei sono stati o sono esposti i suoi lavori?


Finalmente parliamo dell’artista o meglio ancora del suo Curriculum.
Se doveste assumere un collaboratore come lo scegliereste? Ovviamente dando un’occhiata alle sue esperienze passate e alle aziende per cui ha lavorato. Nel caso di un artista le esperienze sono date dai premi vinti, dalle mostre e soprattutto dai musei in cui le sue opere sono esposte.
Un tempo gli artisti raggiungevano questo riconoscimento a fine carriera.
Oggi le cose sono cambiate e spesso gli artisti entrano nei musei molto prima e ottengono il riconoscimento economico fin da giovani. Avere un’opera all’interno di un museo, oltre che essere un riconoscimento ufficiale, espone il nome dell’artista agli occhi del mondo e lo rende quindi più desiderabile.
Consiglio: cercate artisti esposti nei musei ma con prezzi ancora abbordabili e diffidate di quelli che costano già cifre stellari ma che nei musei entrano solo pagando il biglietto


Chi lo colleziona


Una volta c’erano Papi, nobili e aristocratici. Oggi ci sono capitani d’industria, banchieri e imprenditori. Cambiano i ruoli, cambiano i modi, ma la musica non cambia. Entrare a far parte di certe collezioni è garanzia di successo. Pensate agli artisti della Young British Art collezionati dal magnate della pubblicità Charles Saatchi e che oggi hanno raggiunto cifre da capogiro. Altre collezioni importanti sono quella dei coniugi Rubell e quella di Rosa e Carlos De la Cruz in America, mentre in Italia si devono citare la Collezione Miuccia Prada, quella di Giuliano Gori e quella del Conte Panza di Biumo.


Quale ruolo ha all’interno della storia dell’arte?


All’interno del vasto mondo della storia dell’arte, ci sono artisti importanti, alcuni indispensabili e altri che non hanno lasciato il segno. Se cancellassimo Cézanne, non capiremmo più Picasso e senza Picasso crollerebbe tutto il castello della storia dell’arte del Novecento. La stessa cosa vale per Lucio Fontana, per Andy Warhol e per tanti altri. Il mercato spesso non va di pari passo con la storia dell’arte e, soprattutto avvicinandoci ai giorni nostri, ci sono importanti e già storicizzati artisti che hanno ancora delle quotazioni raggiungibili.
In questo momento gli artisti del dopoguerra (Vedova, Afro, Manzoni, Fontana, Castellani) hanno già valutazioni inarrivabili per i più ed è in atto la riscoperta degli artisti cinetici e di quelli dell’arte analitica. Una volta che anche loro arriveranno a determinate vette, il mercato passerà ai movimenti dei decenni successivi. Negli anni ’90 per esempio, hanno lavorato artisti come Alessandro Pessoli, Marco Cingolani e Stefano Arienti le cui quotazioni non hanno ancora raggiunto quelle del coetaneo Maurizio Cattelan.
La cosa che si dovrebbe fare è anticipare i tempi e comprare gli artisti prima che vadano di moda e che vengano inglobati dal mercato: per riuscire a fare questo però, bisogna iniziare a familiarizzare con linguaggi a cui non siamo ancora abituati e che spesso possono risultare di difficile comprensione. Ha raccolto le sue opere in un catalogo generale
Per un artista avere il catalogo generale è garanzia di sicurezza. Serve a far ordine nella sua produzione, a certificare quali opere sono vere e a dare un messaggio di serietà che poi si trasferisce al mercato. Una delle cose che ha fatto esplodere il mercato di Alighiero Boetti qualche anno fa è stata la pubblicazione del catalogo ragionato delle sue opere


I suoi lavori sono immediatamente riconoscibili?


Avere uno stile unico e inconfondibile porta sicuramente valore al lavoro di un artista, soprattutto quando questo vuol dire anche utilizzare un linguaggio nuovo o dire cose che nessuno ha mai detto. Artisti con stili propri sono quelli che poi diventano più facilmente icone e quindi più desiderabili dai grandi collezionisti. Un’opera di Andy Warhol, come una di Francis Bacon, come una di Lucio Fontana, come una di Luigi Ontani ecc. le si possono riconoscere a chilometri di distanza. Avere una loro opera appesa in un salotto è garanzia di prestigio per chi la possiede.


Le sue opere girano all’interno di un mercato locale, nazionale o internazionale?


Qui è anche inutile spendere troppe parole, è una legge dell’economia: più la richiesta aumenta, più aumentano i prezzi. È intuitivo e automatico che un artista venduto nel mondo ha più richiesta di un altro venduto solamente dalla galleria del paese.


Quella che sto per acquistare è un’opera di un periodo significativo?


Quasi tutti gli artisti hanno avuto nel corso della vita, periodi di grande fermento creativo affiancati a periodi meno produttivi. Di solito il ciclo produttivo di un artista è diviso da una fase in cui “inventa” un nuovo linguaggio, seguito da una seconda fase in cui la novità si afferma e quindi finisce di essere una novità. Infine arriverà la fase in cui l’artista, ormai affermato, si attesterà sulla stanca ripetizione di uno schema ormai di successo. Ovviamente la prima fase è quella più cercata e pagata dal mercato.
Non tutti i Picasso costano milioni di euro. Quelli del periodo rosa, del periodo blu o le opere cubiste sono quelle che raggiungono quotazioni spaventose. I Picasso dell’ultimo periodo non si avvicineranno nemmeno ai record price pazzeschi dell’artista. Così come una Piazza d’Italia di De Chirico degli anni ’50 non costerà come una del primo decennio del ‘900 o un Castellani degli anni 2000 non costerà come uno degli anni ’60.
Attenzione però, perché non per tutti gli artisti il periodo migliore è quello giovanile, ci sono pittori che hanno raggiunto il massimo dell’espressività in età senile o altri per cui l’anno di creazione di un opera non fa la differenza ma conta solo la qualità.


Com’è la qualità dell’opera che sto per acquistare?


La qualità appunto. Penso sia chiaro che un artista non dipinge solo capolavori. Tutti noi abbiamo giornate no, in cui niente ci esce come vorremmo e altre in cui tutto sembra invece facile. Per un artista è uguale: ci sono giornate in cui dipinge capolavori, altre in cui i quadri sono poco riusciti, altre ancora in cui non ha alcuna ispirazione ed è costretto a creare opere giusto per accontentare il mercato e altre giornate ancora in cui il risultato del suo lavoro è ciò che l’ambiente chiama con il sinonimo di “crosta”.
A differenza della borsa e delle azioni, l’arte è fatta di qualità, non di quantità. Nei titoli l’acciaio è sempre acciaio, il grano è sempre grano, l’alluminio è sempre alluminio. Un Picasso non è sempre un Picasso (con la “P” maiuscola intendo). Ovviamente i capolavori costano più delle altre opere, ma sono anche quelli che si rivalutano meglio nel tempo e che si farà meno fatica a vendere quando si vorrà monetizzare l’investimento. Nel mondo dell’arte a volte è meglio ricordarsi del proverbio: “chi più spende meno spende.”


Quale critico si è occupato della sua opera?


Quest’ultima regola ero indeciso se inserirla o meno. Un tempo la voce di un critico avrebbe potuto lanciare verso le stelle la carriera e le quotazioni di un artista. Oggi anche una critica importante non smuove in sostanza niente dal punto di vista delle quotazioni. C’è in compenso una nuova figura che qualche influenza in più ce l’ha ed è quella del curatore. Negli ultimi anni le scelte fatte da alcune importanti istituzioni museali rispetto a mostre ed esposizioni spesso coincidono con i nomi che fanno ottimi risultati in asta.


Quando l’arte è investimento


Adesso sei pronto anche tu a comprare la tua prima opera e a investire in arte. Ovviamente non è necessario che un artista possegga tutti i requisiti che ho elencato qui sopra per essere un investimento, soprattutto se stiamo parlando di un artista giovane. Queste vogliono essere solo delle linee guida ma il discorso ovviamente non si esaurisce qui, ci sono tante variabili che influenzano le quotazioni di un artista soprattutto in un mercato in cui c’è poca chiarezza e trasparenza.

Fonte: Luigi Fuzio

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Cerreto Art Festival-Edizione 2017

Cerreto Art Festival- Edizione 2017

12 Agosto-29 Ottobre 2017

Locandin Cerreto Art Festival

Sabato 12 Agosto alle ore 17.30 presso la sede del Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea di Cerreto Laziale si inaugura il “Cerreto Art Festival” Edizione 2017. La manifestazione trasforma il piccolo centro nel fulcro dell’Arte Contemporanea del territorio. Le sale del Museo ospiteranno opere di autori noti ed influenti del panorama nazionale. L’obiettivo è diffondere l’universale linguaggio dell’arte e della creatività, coinvolgendo tutte le fasce di pubblico.

L’esposizione del “Cerreto Art Festival 2017”, che resterà in mostra fino al 29 ottobre 2017, rappresenta un passo importante in direzione del completamento e della piena funzionalizzazione del Museo Civico d’Arte Moderna e Contemporanea, istituzione culturale che fa oggi parte del Siste­ma Museale Territoriale dei Monti Prenestini e Valle del Giovenzano (“Pre.Gio.”) e dell’Organizzazione Museale Regionale (O.M.R.) del Lazio e che ha come obiettivo portare l’arte moderna e contemporanea al di fuori dei grandi centri urbani e renderla disponibile anche in piccoli comuni.

ORARIO DI VISITA CERRETO ART FESTIVAL 12 AGOSTO-29 OTTOBRE 2017

MERC. GIOV. E VEN. 9.30 – 13.30

SAB. E DOM. 9.30 – 13-30; 17.00 – 19.00

LUN. E MART. CHIUSO

 Io partecipo con l'opera "Luce e buio"

Luce e buio cell

 

 

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